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Firenze: albergo nell’ex convento di San Paolino. Del Re: “Comune blocchi l’operazione”

Firenze: albergo nell’ex convento di San Paolino. Del Re: “Comune blocchi l’operazione”

Cecilia Del Re (foto dai suoi profili social)

FIRENZE – Nuova polemica a Firenze, dopo quella dei giorni scorsi contro la realizzazione di una Rsa per anziani di lusso nei locali dell’ex caserma Ferrucci, accanto alla basilica di Santo Spirito e al chiostro dei frati agostiniani.

Un nuovo albergo sorgerà in via Palazzuolo, nel complesso del convento di San Paolino. A darne notizia è Gabriele Biccai, superiore provinciale dei Carmelitani Scalzi dell’Italia centrale: “Il convento resta nella nostra proprietà, ma sarà risanato e gestito da un investitore privato”, con un affitto di 30 anni. Nessuna possibilità di ripensamento: “La decisione è presa, la trattativa è più che avviata, e la documentazione è in attesa di approvazione presso la Santa Sede”.

Scartata dunque la proposta di recupero auspicata dai residenti con un progetto di botteghe per giovani artisti. Lo scorso novembre la commissione urbanistica di Palazzo Vecchio aveva approvato all’unanimità una mozione di Firenze democratica che andava in quella direzione, sostenendo il progetto presentato dalla Pneuma Art Foundation. E oggi, 22 marzo 2025, letta la notizia, la capogruppo di Fd Cecilia Del Re, insieme ad Alessandra Gasperini rappresentante al Quartiere 1, chiede alla Giunta “di attivarsi nel tempo più rapido possibile per dare attuazione alla mozione ed evitare che un altro luogo del centro storico, come il convento di San Paolino, venga utilizzato per turisti e non aperto per i cittadini”.

“Non si capisce peraltro come possa avvenire – aggiunge – posto il blocco di nuovi alberghi inserito nel Poc. Forse una nuova Rsa?”. “La proposta che la Pneuma Foundation aveva rappresentato alla proprietà del convento – ricorda ancora Del Re – era stata condivisa previamente con i cittadini del luogo fondata su basi solide e aveva una sostenibilità economica sorretta anche da idonee garanzie: un’alternativa alla vendita dunque c’era, ed era una concessione onerosa che aveva come fine quello di aprire il suddetto spazio ad artigiani e artisti del territorio e a studenti internazionali e locali”.

“Speriamo, allora, che non sia troppo tardi per scongiurare l’operazione di vendita: la mozione e la questione erano note alla Giunta da tempo – conclude Del Re – E sono situazioni in cui il tempestivo intervento del governo locale è importante per dissuadere operazioni che non aiutano la città ad uscire dalla morsa della rendita”.

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