L’annuncio da parte della dirigente dell’IC Vinci, che ha donato alla famiglia un disegno regalatole da Nadia.
La scuola media di Sovigliana-Vinci sarà intitolata a Nadia e Caterina Nencioni, le due bambine di 9 anni e 50 giorni rimaste vittime della Strage di Via dei Georgofili, il 27 maggio del 1993.
Lo ha annunciato la professoressa Tamara Blasi, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Vinci, lo scorso 3 aprile durante l’incontro fra la famiglia di Nadia e Caterina e gli alunni e le alunne della scuola primaria “Sibilla Aleramo” e della stessa scuola media di Sovigliana, nella palestra del PalaFalcone e Borsellino.
Durante l’incontro, Blasi ha donato alla famiglia Nencioni un disegno che Nadia le regalò durante la sua supplenza a Firenze, in cui la stessa Nadia era stata sua alunna.
Un altro passo verso l’intitolazione ufficiale, dopo l’ok della giunta comunale. Adesso rimane da aspettare la conferma dell’Ufficio Scolastico Regionale e poi si provvederà all’intitolazione ufficiale della scuola. Non è ancora nota la data della cerimonia.
La consegna del disegno di Nadia alla sua famiglia – custodito da Blasi e reso adesso simbolo di una memoria collettiva è un atto di condivisione che insegna ai ragazzi la generosità.
È anche un atto educativo, poiché stimola a domandarsi chi sono state Nadia e Caterina e di conseguenza a capire in quali circostanze drammatiche hanno perso la vita.
La Strage di Via dei Georgofili
Il 27 maggio del 1993 un furgoncino bianco imbottito di 250 chili di esplosivo salta in aria in Via dei Georgofili, in pieno centro storico a Firenze, intorno all’1 di notte.
La deflagrazione provocò il crollo della Torre dei Pulci, sede dell’Accademia dei Georgofili, nella quale rimasero uccisi Fabrizio Nencioni (39 anni), ispettore dei vigili urbani, e la moglie Angela Fiume (36 anni), custode dell’Accademia, insieme alle loro figlie Nadia (9 anni) e Caterina (50 giorni), che abitavano al terzo piano della Torre. Nelle abitazioni circostanti si propagò un incendio, che uccise anche lo studente universitario Dario Capolicchio (22 anni). Molti altri furono i feriti e le vittime di ingenti danni ai propri affetti e abitazioni.
La strage fa parte della scia di attentati terroristici di stampo mafioso che hanno flagellato l’Italia nei primi Anni ’90.