
FIRENZE – Dame Jane Glover alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino venerdì 21 marzo 2025 alle ore 20 dirige l’esecuzione integrale dei sei celebri Concerti brandeburghesi di Johann Sebastian Bach, compositore di cui è fra le più autorevoli interpreti a livello internazionale. Una direttrice che meriterebbe maggior fama anche alle nostre latitudini (ma ne ha comunque abbastanza da aver già fatto riempire in prevendita buona parte della sala grande).
Apre la serata il “Concerto n. 1 in fa maggiore” seguito, in quest’ordine, dal “Concerto n. 3 in sol maggiore”, dal “Concerto n. 5 in re maggiore” e dal “Concerto n. 2 in fa maggiore”. Chiudono il “Concerto n. 6 in si bemolle maggiore” e il “Concerto n. 4 in sol maggiore”.
Brandeburghesi fu il titolo attribuito ai sei concerti (BWV 1046 -1051) scritti dal compositore negli anni in cui si era stabilito a Köthen, nel ducato di Sassonia, per lavorare in qualità di kapellmeister e direttore della musica da camera presso la corte del principe Leopold di Anhalt-Köthen.
Si chiamano “brandeburghesi” perché dedicati a Christian Ludwig di Brandeburg-Schwedt, che il compositore ebbe modo di incontrare durante un suo soggiorno a Berlino. Il titolo ufficiale era un generico Concerts avec plusieurs instruments (Concerti con vari strumenti), appuntato da Bach sulla dedica risalente a marzo 1721, e tale rimarrà fino al 1879, anno in cui il musicologo tedesco Philip Spitta – uno tra i maggiori biografi bachiani – diede alle composizioni il titolo con cui oggi le conosciamo.
Dame Jane Glover ha ricevuto nel 2021 il titolo di Dame Commander dell’Ordine dell’Impero britannico, in occasione dei New Year’s Honours concessi dalla regina Elisabetta II. Ha debuttato al Wexford Festival Opera nel 1975 dirigendo una sua edizione de L’Eritrea di Francesco Cavalli. Ha poi partecipato al Festival di Glyndebourne nel 1979 ed è stata direttrice musicale della Glyndebourne Touring Opera dal 1981 al 1985. Direttrice artistica dei London Mozart Players dal 1984 al 1991, è stata anche direttrice principale della Huddersfield Choral Society e della London Choral Society. Dal 2002 è la direttrice musicale di Music of the Baroque di Chicago. Dal 2009 al 2016 è stata Direttore d’Opera alla Royal Academy of Music. Nel corso della sua carriera, ha collaborato con numerose compagnie nei più importanti teatri e festival tra cui il Metropolitan Opera e City Opera di New York, la Royal Opera House e English National Opera di Londra, il Festival di Glyndebourne, la Staatsoper di Berlino, il Teatro Real di Madrid e il Teatro La Fenice di Venezia.
Dopo gli anni trascorsi a Weimar, nel 1717 Johann Sebastian Bach si trasferì a Köthen per prestare servizio come Maestro di cappella alla corte del Principe Leopoldo: era un ruolo prestigioso che lo avrebbe impegnato come compositore e direttore di tutte le attività musicali. Il Principe Leopoldo, grande amante della musica e lui stesso valente strumentista, vantava un’orchestra di corte formata da eccellenti musicisti; questo consentì a Bach di dare libero sfogo alla propria vena creativa in campo strumentale. A Köthen trascorse anni felici durante i quali compose molte importanti pagine strumentali come le Suite orchestrali, le Suite per violoncello solo nonché i Concerti Brandeburghesi. Considerati la punta di diamante della produzione realizzata a Köthen, i Six Concerts avec plusieurs instruments (BWV 1046-1051)- questa la dicitura usata da Bach nella partitura – furono in seguito ribattezzati come Brandeburghesi perché dedicati al margravio Christian Ludwig di Brandeburgo, al quale il compositore li inviò in dono nel marzo del 1721. Tuttavia i Sei Concerti non furono mai eseguiti alla corte del nobile dedicatario ma archiviati per poi essere riscoperti e pubblicati nel 1850. I Concerti Brandeburghesi si distinguono per formazione, stile e durata, ma tutti prevedono un alto grado di virtuosismo strumentale. Bach scelse di volta in volta combinazioni timbriche diverse e insolite per l’epoca. Il Concerto n. 1 in fa maggiore (articolato in quattro movimenti, di cui l’ultimo prevede una sequenza di danze secondo lo stile francese) ha una veste sonora piuttosto imponente poiché impegna tre gruppi strumentali differenti – corni, oboi e fagotto, archi e basso continuo – con la singolare presenza del violino piccolo con funzioni solistiche. Il Secondo Concerto, anch’esso in fa maggiore, si riallaccia invece al modello del Concerto grosso italiano con l’alternanza tra il concertino – qui formato da flauto dolce, oboe, violino e la tromba in fa (strumento di raro impiego e dal timbro particolarmente squillante) e il tutti di archi e basso continuo. Tre violini, tre viole e tre violoncelli formano, insieme agli strumenti del basso continuo, l’organico del Concerto n. 3 in sol maggiore dove Bach utilizza gli strumenti ad arco con funzioni paritarie rinunciando all’alternanza tra concertino e ripieno. Nel Concerto n. 4, sempre nella tonalità di sol maggiore, il compositore assegna invece il ruolo di solista al violino insieme a una coppia di flauti con funzione concertante. Di particolare rilevanza è il movimento finale, scritto nella forma della fuga dove trova spazio un lungo momento virtuosistico del violino solista. Anche nel Quinto Concerto in re maggiore ritroviamo un intervento solistico improntato al virtuosismo. In questo caso ne è protagonista il clavicembalo che, insieme al flauto traverso e al violino, fa parte del gruppo di strumenti solisti contrapposto al tutti orchestrale. Il Concerto n. 6 in si bemolle maggiore, infine, vede come solisti gli strumenti ad arco del registro medio-grave – viole e violoncelli – senza escludere però l’intervento degli altri strumenti (viole da gamba, violone e cembalo) con cui Bach crea effetti sonori di estrema bellezza.
JOHANN SEBASTIAN BACH, Sei concerti brandeburghesi
Concerto n. 1 in fa maggiore BWV 1046 – [Allegro]/Adagio/Allegro/Menuetto. Trio I. Polacca. Trio II
Concerto n. 3 in sol maggiore BWV 1048 – [Allegro]/Adagio (cadenza)/Allegro
Concerto n. 5 in re maggiore BWV 1050 – Allegro/Affettuoso/Allegro
Concerto n. 2 in fa maggiore BWV 1047 – [Allegro]/Andante/Allegro assai
Concerto n. 6 in si bemolle maggiore BWV 1051 – [Allegro]/Adagio ma non tanto/Allegro
Concerto n. 4 in sol maggiore BWV 1049 – Allegro/Andante/Presto
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino – Direttrice Dame Jane Glover
Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Grande, riservata ai possessori del biglietto (45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo; durata: 30 minuti circa).
Prezzi: Solo ascolto: 10€ (in vendita solo subito prima dello spettacolo) Visibilità limitata: 15€ Platea 6 e Galleria: 20€ Platea 5 e Palchi: 30€ Platea 4: 40€ Platea 3: 50€ Platea 2: 60€ Platea 1: 70€; galleria e palchi esauriti; i non molti posti rimanenti sono acquistabili anche online
Durata complessiva 1 ora e 40 minuti circa