
Il Pd storce il naso alla proposta di primarie, in Toscana, per la scelta del candidato governatore. Proposta fatta, attraverso un’intervista a Repubblica, da Nicola Fratoianni. Con l’evidente intenzione di mettere in dubbio la ricandidatura di Eugenio Giani.
Due sondaggi promossi nel giro di un mese da Toscana Tv hanno mostrato che la maggioranza degli elettori toscani è pronta a confermare Giani. La mossa di Fratoianni sembra esse fatta apposta peer gettare ombre su una ricandidatura forse non ben vista dalla sinistra e dall’area verde di Bonelli, ma certamente vincolante per il Pd.
Che cosa si nasconde dietro le parole di Fratoianni? A occhio la voglia di alzare la posta nella trattativa che deve ancora aprirsi. Una trattativa difficile perchè non è detto si apra al M5S, visto che la metà degli ex grillini ha manifestato diffidenza verso il “campo largo” in Toscana. Mossa tattica, dunque.
Il Pd è cauto. Emiliano Fossi, deputato dem e segretario del partito in Toscana, la prende larga: “Sulle primarie abbiamo già detto da parte nostra che non le consideriamo la scelta migliore in questo caso, ma abbiamo sempre ribadito che, come di tutto il resto, ne parleremo insieme senza arrogarsi il diritto di decidere per tutti. Abbiamo, come Nicola Fratoianni, espresso il nostro parere. Intanto attendiamo ancora di sapere quando voteremo, ma i motori li stiamo scaldando”.
E ancora: “Ho letto con interesse l’intervista di Fratoianni. Molti temi tra quelli proposti devono essere protagonisti del dibattito della costruzione della visione della toscana e del futuro programma del centrosinistra. L’idea, che è anche quella del Pd Toscana, che il percorso che apriremo debba essere aperto alla società toscana e non chiuso nelle stanze porterà ad un coinvolgimento vero delle cittadine e dei cittadini, per costruire il futuro della nostra regione a partite dalla partecipazione e dai contenuti”.
Morale? Nessuna chiusura alla discussione, ma intanto un no secco alle primarie. Il Pd, a questo punto, non può permettersi di mettere in discussione Giani. Tanto meno di esporlo a una votazione che suonerebbe come una sorta di bocciatura per i quasi cinque anni di governo regionale.