foto a titolo esemplificativo
Il 27 ottobre di settant’anni fa era mercoledì. All’ora di pranzo, allo stadio comunale di Firenze si gioca Fiorentina-Pistoiese di quello che oggi sarebbe il campionato primavera. In campo ci sono tanti di quelli che qualche anno dopo saranno il pilastro della Fiorentina campione d’Italia. Sugli spalti circa diecimila persone, siamo a metà degli anni Cinquanta ed ogni evento è partecipato, sentito, a maggior ragione se ruota attorno alla maglia viola.
La partita non è un granché, la Fiorentina è palesemente superiore in questo derby ma intorno alle 14.30 non è più la partita ad essere al centro delle attenzioni dei tifosi. Tutto il pubblico comincia a guardare il cielo dove staziona un oggetto che non è un dirigibile né un aereo, lo descriveranno come un grande uovo scintillante. Nel giro di pochi minuti se ne aggiungono altri da cui cominciano a fuoriuscire dei filamenti luccicanti. La partita viene interrotta, arbitro e calciatori sono anche loro con gli occhi in su. Il tutto dura qualche minuto, qualcuno scappa, altri rimangono immobili di fronte a questo spettacolo inedito, tanti cominciano a gridare “gli U.F.O, sono arrivati gli U.F.O”.
La partita riprenderà, per la cronaca termina 6-2 per la Fiorentina ma il giorno dopo i titoli dei quotidiani sono tutti per gli U.F.O.
Ovviamente si apre la polemica, chi sostiene siano fantasie, ma diecimila persone rappresentano una valida garanzia che qualcosa sia successo. Già, ma cosa?
La teoria più accreditata parla di un evento rarissimo legato alla migrazione di un certo tipo di ragno. Però l’analisi dei campioni raccolti di questi filamenti nulla ha a che vedere con questo animale.
Un mistero quindi, un mistero che dura da settant’anni e che molto probabilmente tale rimarrà.