Il 15 gennaio l’IRPET ha pubblicato uno studio sui laureati nelle discipline STEM in Toscana. L’acronimo inglese STEM sta per “Science, Technology, Engineering, and Mathematics” ed è oggi ampiamente utilizzato per indicare i campi dell’istruzione e della carriera professionale considerati cruciali per l’innovazione e la competitività economica. Anche nel PNRR sono previste una serie di azioni volte a incrementare questo tipo di competenze nella popolazione studentesca e nei lavoratori.
Negli ultimi anni i dati ISTAT dimostrano che in Italia stiamo riducendo il divario con gli altri Paesi europei per quanto riguarda i laureati n discipline STEM, con un considerevole aumento sia di iscritti che di
laurati.
Nel 2023, come evidenziato dall’ IRPET, i dati ISTAT evidenziano una crescita costante degli studenti universitari nelle discipline STEM. Circa il 30% degli immatricolati nel 2021/2022 ha scelto corsi di laurea STEM, con un aumento del 20% rispetto al 2011/2012. Anche i laureati in queste discipline sono in crescita, riducendo il divario con la media UE. In Italia, la quota di laureati STEM tra i 20-29 anni è passata dal 13,7 per mille nel 2013 al 16,5 nel 2020, con un’incidenza maggiore per le donne rispetto alla media europea. In Toscana, il numero totale di laureati è aumentato dal 2010 al 2020, passando da 15mila a oltre 17mila, con una crescente attrattività delle università toscane per studenti fuori sede.
Le Università toscane hanno circa il 6% dei laureati italiani provenienti dalla regione (dato 2020). Nei corsi di laurea STEM, che comprendono Architettura, Ingegneria, Informatica, Ingegneria industriale e Scienze, le iscrizioni nel 2022/23 hanno raggiunto quasi 30mila studenti, pari al 27,3% del totale, con un aumento di quasi 3 punti rispetto al 2011/2012. Negli ultimi dieci anni, il cambiamento principale riguarda la composizione interna degli iscritti: si è registrato un calo nelle iscrizioni ad Architettura e Ingegneria civile, mentre sono aumentati gli studenti nei gruppi scientifici e tecnologici.
Dal 2008 al 2020, le Università toscane hanno laureato 45.289 studenti in discipline STEM, con un incremento significativo, passando da circa 2.500 laureati nel 2008 a 5.500 nel 2020. IRPET evidenzia una crescita costante dal 2015, con un aumento accelerato dal 2017, interrotto nel 2020 dalla pandemia. I principali contributi arrivano dalle aree scientifiche e dall’Ingegneria industriale, mentre gli iscritti in Architettura e Ingegneria civile diminuiscono dal 2018. I laureati STEM toscani hanno un’età media di 27 anni, inferiore ai 30 anni degli altri corsi. Circa il 30% dei laureati proviene da altre regioni italiane, mentre il 3-5% arriva dall’estero. Le Università toscane hanno visto crescere la capacità di attrarre studenti da fuori regione e dall’estero, soprattutto per i corsi non STEM.
Oltre alla quota inferiore di ragazze che ancora scelgono i corsi di laurea STEM, la differenza di genere più rilevante si riscontra osservando la composizione interna a queste discipline, che non si è significativamente modificata nel tempo osservato, soprattutto per le laureate. Esse continuano infatti a scegliere in netta prevalenza il gruppo scientifico, che ha all’interno lauree contigue a quelle mediche, come biologia, biotecnologie e scienze della nutrizione, in cui le laureate sono più numerose. Cresce leggermente la loro presenza in Ingegneria industriale, mentre il contributo di informatica e tecnologie ICT decresce nel 2020 e ciò si registra anche per i laureati maschi. Questi ultimi prediligono i corsi di Ingegneria industriale e dell’informazione, ma sono proporzionalmente cresciuti nel gruppo scientifico, che passa dal 24 al 33%, e che li vede maggioritari in Matematica, Fisica e Chimica.
Tra i laureati STEM, il titolo si traduce in una maggiore “spendibilità” immediata nel mercato del lavoro: entro sei mesi dal conseguimento del titolo, il 32% dei laureati STEM trova un lavoro rispetto al 27% dei laureati in altri ambiti, e il 45% dei laureati STEM trova un impiego entro un anno (contro il 41% degli altri laureati).
Il Sistema informativo Università toscane non permette al momento di osservare il lavoro autonomo, ma possiamo attingere a una fonte alternativa che ci fornisca un dato, anche se non comparabile ai precedenti, relativo agli sbocchi lavorativi dei laureati STEM. Secondo il Rapporto 2019 di Almalaurea, il lavoro autonomo in ambito STEM riguarda il 20,4% dei laureati, mentre è pari al 22,8% per i laureati non STEM.
IRPET analizza anche gli esiti lavorativi in base alle diverse discipline. I laureati in Informatica e Tecnologie ICT e in Ingegneria industriale e dell’informazione trovano più velocemente un primo contratto, sebbene siano meno numerosi. Con il tempo, le differenze si riducono, ma non si colmano mai completamente. Per quanto riguarda il tipo di contratto, il 21% dei laureati STEM ottiene un contratto a tempo indeterminato, rispetto al 18% dei laureati non STEM. Tuttavia, la percentuale sale al 28% per gli ingegneri industriali e dell’informazione e al 38% per i laureati in Informatica e Tecnologie ICT. Al contrario, laureati in Architettura, Ingegneria civile e nel gruppo scientifico registrano contratti di lavoro più simili a quelli dei laureati non STEM.
Infine, secondo IRPET, guardando alla professione afferente al primo contratto stipulato, più del 60% dei laureati STEM viene assunto in quelle che ISTAT definisce “professioni intellettuali, scientifiche e di elevata qualificazione”, quota che raggiunge quasi il 70% se, a queste, si sommano le “professioni tecniche”; confrontata con quella dei laureati non STEM la quota è superiore di 18 punti percentuali. A livello settoriale, ben il 21% dei laureati STEM trova la prima occupazione nella manifattura, a fronte del 7% dei non STEM.
L’analisi della domanda di laureati da parte dei datori di lavoro pubblici e privati in Toscana mostra come i vari settori, tra cui manifattura e servizi, assorbano i laureati. Vengono esaminati la capacità di assorbimento dei laureati (quanti trovano un contratto), la quota di contratti a tempo indeterminato e il confronto tra contratti stipulati in Toscana e fuori regione. I dati, presentati separatamente per settore e suddivisi per genere, evidenziano differenze significative nei settori e nelle tipologie di contratti offerti, dimostrando che la domanda di laureati va oltre le competenze e i titoli di studio, influenzata da vari fattori.
Le lauree STEM sono fondamentali per la crescita economica, l’innovazione e la transizione digitale e verde. Nel 2020, le Università toscane hanno formato 5.500 laureati STEM, con un aumento significativo, soprattutto nella componente femminile. Tuttavia, persistono differenze di genere nelle specializzazioni Queste disuguaglianze indicano che, oltre alle scelte formative, esistono barriere culturali e strutturali nel mercato del lavoro. Per colmare il divario, è essenziale rafforzare le politiche di inclusione e promuovere una maggiore diversità nei settori STEM.

In aumento i laureati nelle discipline STEM in Toscana, fondamentali per l’innovazione e la competitività economica.
Statistica tascabile
14 Febbraio 2025 | 01:32 | Giacomo CuciniAltre notizie di Statistica tascabile

Il lavoro in Toscana. Come sta andando e i cambiamenti in atto
3 Gennaio 2025 | 02:27
Shopping natalizio in Toscana. 225 euro a persona, preferiti i negozi fisici.
18 Dicembre 2024 | 12:18
Confesercenti Toscana, in prima linea per la rigenerazione urbana. Proposte contro lo spopolamento dei centri.
11 Dicembre 2024 | 12:02
3,8 milioni di Italiani non possono comprare il pane nel paese in cui vivono. Solo uno degli effetti della desertificazione commerciale
5 Dicembre 2024 | 14:04